Da alcuni anni ormai la scuola è nell’occhio del ciclone e sempre più difficile risulta trovare quel punto di incontro fra scuola e famiglia, che permette di comunicare serenamente ed efficacemente.
Tutti lamentiamo questo, insegnanti e genitori. E allora cerchiamo una soluzione!
Eccoti 5 buone regole per rendere efficace e produttiva la comunicazione, e quindi la successiva collaborazione, con le maestre di tuo figlio.
1 – SCUSI, SIGNORA, POSSO CHIEDERLE…?
Alla maestra si dà del lei.
Le maestre a te danno forse del tu? Ti chiamano Giovanni o Luisa o Paolino? No, vero?
Dunque la prima necessaria regola è il riconoscimento di un ruolo, quello di una professionista, che comporta ci si debba rivolgere a lei attraverso un registro adeguato. Sono abbastanza sicura che tu troveresti alquanto bizzarro se qualcuno si rivolgesse a te usando il tuo nome di battesimo, omettendo il titolo di dottore, o ingegnere o geometra, o…ciò che la tua professione ti rende.
Perché allora farlo con la maestra?
Non sarà più vicina a te o al tuo bambino se tu la “collocherai fuori dal ruolo che è suo”.
La maestra non è una tua amica, non è una tua parente, non è la tua confidente.
E’ una professionista che agisce e deve agire in virtù dei suoi studi completati dalla sua esperienza.
Peraltro il fatto di rivolgerti a lei con il corretto registro ti dà il diritto di pretendere professionalità e qualità…è un proficuo rovescio della medaglia che ti metti in tasca!
2 – LA MAESTRA NON E’ UNA VICE MAMMA!
Ho perso il conto di quante volte lo affermo, nella mia professione!
I bambini hanno le mamme e i papà…e il ruolo di mamma o di papà …non può e non potrà mai prevedere alcun vicariato! Ma scherziamo?
La maestra non è la vice mamma di tuo figlio, non pretendere da lei che lo sia, faglielo notare con fermezza se vedi che, per mancanza di sua centratura personale, si sposta verso un ruolo che non le appartiene e per il quale non ha firmato alcun contratto!
Mamma e maestra sono figure presenti e che hanno un peso nella vita di un bambino, ma non hanno in alcun modo sovrapposizioni, se lavoriamo per l’equilibrio di chi educhiamo.
Non è la maestra che può decidere (e mai dovrà farlo!) le linee educative con le quali intendi crescere tuo figlio. Dal canto tuo ricordati che la maestra agisce in un contesto di tanti bambini, che hanno dietro altrettante famiglie e, in alcuni casi, altrettante differenti linee educative…abbi comprensione per la complessità della quotidianità che si trova costantemente ad affrontare.
3 – NON ESSERE IN COMPETIZIONE CON LA MAESTRA, NEL CUORE DI TUO FIGLIO…C’E’ SPAZIO PER TUTTE E DUE!
Questo punto è difficile da argomentare…perché prevede un minimo di “esame di coscienza”, nel quale ammetti che qualche volta (…solo qualche volta…vero?) per qualcuno, per fortuna non per tutti, il genitore si sente quasi in competizione con la maestra. E’ come se la maestra fosse “colpevole” di fornire quelle linee educative che la famiglia a volte non fornisce…quasi come se il genitore si sentisse in difetto di fronte a se stesso, prima ancora che di fronte a suo figlio.
Chiariamo bene questo punto, perché è davvero fondamentale.
Ricordi cosa ho scritto al punto 2? La maestra NON è il genitore di tuo figlio.
Spetta alla famiglia educare, non alla scuola.
La scuola deve fornire insegnamenti, contenuti…non deve fornire educazione.
Se accettiamo questo e soprattutto se lo mettiamo in pratica, non può esserci competizione, ma solo collaborazione!
Però i bambini vanno educati, questo è necessario. Questo lo devi accettare e, come genitore, te ne devi fare carico.
Se, come sempre più spesso accade oggi, i bambini non sono maleducati, ma INEDUCATI…la convivenza in mezzo ad altri 25 loro pari…sarà durissima, talvolta impossibile ed è normale che la maestra debba intervenire a livello educativo, visto che ha la responsabilità di far procedere una comunità educativa. Ci hai mai pensato?
Vengono a dirmi: “Maestra mio figlio non mangia questo…quello…quell’altro…” e se io permetto a 25 bambini di avanzare quasi tutto ciò che ricevono nel piatto, a mensa…me lo dici con quale coerenza, il giorno dopo, tengo una lezione sulla fame nel mondo?
Se incoraggio la società dello spreco…come posso svolgere bene il mio lavoro?
Questo è solo un esempio, uno fra i molti che posso fare, per spiegare che spesso il genitore non si rende conto che la vita in società prevede la condivisione di regole nelle quali tutti siano tutelati. Prevede il promuovere obiettivi e principi condivisi da tutti o da molti…questa è la forbice che passa tra le regole che tu imponi a casa tua e quelle che sono necessarie per mandare avanti una piccola comunità…ci avevi mai pensato?
Allora ognuno faccia il suo mestiere: i genitori educhino, gli insegnanti insegnino.
Vedi che non c’è…”conflitto”, ma cooperazione?
4 – HAI BISOGNO DI SPIEGAZIONI? CHIEDI, DIRETTAMENTE!
Triste è il giorno in cui le chat di whatsapp sono entrate nella scuola!
Corre di tutto, in queste chat, dal raffreddore della maestra…che dopo 10 messaggi è già diventato una polmonite, all’interrogazione in cui sono state poste 5 domande…no 7…no…forse erano 57!
Facciamo le persone serie?
Hai un dubbio? Hai necessità di una spiegazione? Vuoi discutere di una questione PERSONALE?
RIVOLGITI DIRETTAMENTE ALLA MAESTRA!
Parlale con chiarezza, sicuramente avrai maggiori spiegazioni “guardando in viso” una persona, potrai ricevere una comunicazione molto più completa ed efficace (noi non comunichiamo soltanto con le parole…ma anche i nostri occhi raccontano, racconta anche il tono della nostra voce, il tenore di una conversazione). Inoltre eserciterai UMANITA’, consoliderai un rapporto di conoscenza e di collaborazione che sarà utile a proseguire il cammino.
Ti svelo un segreto: anche le maestre non stimano nello stesso modo tutti i genitori!
E l’ho scritto!
Come ogni persona che apprezza l’esser rispettata, anche la maestra apprezza chi agisce nella correttezza e nella chiarezza…tu non l’apprezzeresti?
E allora parla direttamente con chi ti può rispondere, sarai di ottimo esempio per tuo figlio!
5 – LE MAESTRE NON SONO LE TUE BABY SITTER
Questo lo devi ricordare.
Per i discorsi precedentemente affrontati…ricordati che esiste un orario di entrata e di uscita da scuola e che è tuo dovere rispettarlo…Quando entra in classe la maestra ha bisogno di cominciare la lezione, non potrà aspettare che gli allievi arrivino a spizzichi e bocconi, perché altrimenti sarà costretta ad interrompere più volte la lezione e i bambini presenti si distrarranno…
Nello stesso modo: una volta finito il servizio la maestra…non è più in servizio e facilmente dovrà continuare la sua giornata lavorativa, che, pochi sanno, non finisce affatto col consegnare gli allievi.
Quando ti ricorderai questi 5 accorgimenti…potrai pretendere altrettanto dalle insegnanti di tuo figlio, perché il tuo spazio è fatto di diritti, oltre che di doveri…ma cominciare con l’ottemperare ai secondi…ci dà il diritto di reclamare i primi!
E soprattutto riconduci il tutto alla tua esperienza di professionista: qual è il miglior modo di produrre un risultato?
La divisione o la cooperazione?
So che ti darai la risposta più logica…che io credo essere anche quella giusta!
P.S.
Se sei un’insegnante e vuoi approfondire questi argomenti, ecco un video corso di formazione per diventare “un insegnante efficace“, sì perché essere una brava maestra o una brava professoressa vuol dire essere un vero professionista, quindi bisogna approfondire, studiare e conoscere nuove tecniche…non è poi quello che invitiamo agli nostri studenti? 😉
P.P.S.
Per scoprire come si può insegnare anche tramite IL TEATRO OLISTICO, leggi qui e contattami, sarò lieta di fornirti altre informazioni didattiche.





