È vero che la dipendenza da social network tocca quasi ogni fascia di età? Purtroppo sì.
La dipendenza da social network nei bambini è uno degli effetti collaterali più gravi dell’era di internet. Se inoltre consideriamo che questa è l’epoca in cui le persone soffrono maggiormente di depressione (soprattutto in Occidente), ci rendiamo conto quanto sia piacevole ottenere una gratificazione veloce, facile e immediata come quella che regalano i like.
Tante persone ne hanno bisogno, per colmare un vuoto dilagante che portano dentro.
Twitter con i suoi cuoricini, Facebook e i suoi “mi piace”, le foto e i filtri di Instagram. E ancora: le imprese e i video su Tik Tok.
Perché diventiamo dipendenti (inconsapevoli) dei social?
Ogni generazione predilige un particolare social network, e mentre pontifica su quanto i giovani siano dipendenti dalle nuove tecnologie è a sua volta, anche se spesso inconsciamente, dipendente dalle nuove forme di comunicazione. Da condivisioni e pollici in su, che provocano una piccola quanto intensa scarica di endorfina, piacere puro.
Che diventa ansia e delusione quando il sasso lanciato nello stagno dei social non provoca reazioni: cosa avrò sbagliato?
Non piaccio più?
Non ho più amici?
Te lo chiedi anche tu?
Niente di cui vergognarsi, è solo un sintomo di un errato – quanto dilagante – uso improprio dei Social.
Ne ho parlato in questa intervista davvero molto interessante con Donatella Ponterio, psicologa e libera ricercatrice nel campo della psicologia olistica.
Donatella, oltre che bravissima psicologa, è anche ideatrice del metodo di recupero del benessere attraverso i cicli della donna e della natura.
Soffriamo tutti di dipendenza da Social Network? La differenza fra prestigio sociale e prestigio Social
Come ci spiega Donatella Ponterio nel video dedicato alla dipendenza da social network, i social servono anche per sopperire alla mancanza di soddisfazione nella vita personale (e a volte anche professionale).
Una dipendenza sottovalutata, a quasi tutte le età, che dei social ha generato la fortuna.
Piacere, avere molti contatti, risposte, nuovi follower, cuori o pollici, condivisioni o faccine, alimenta infatti chimicamente l’autostima. Inoltre genera una falsa percezione di prestigio sociale, che in realtà è, nel migliore dei casi, prestigio social, assolutamente fine a se stesso.
La dipendenza da social network può portare a conseguenze anche gravi, come scoprirai vedendo l’intervista.

La gravità per la dipendenza da Social
Pensa che il giochetto psicologico che genera l’ansia da disconnessione, ossia la sensazione di successo e fallimento, ha finito per travolgere anche chi l’aveva progettata. Il Social fonde reale e virtuale, rendendo difficile distinguerli.
Chiaramente esistono vari livelli di gravità per la dipendenza da Social, e anche diversi gradi di allarme che questa genera.
Se sei un adulto che sostituisce contatti reali con virtuali puoi intristirti, deprimerti, ma sicuramente sei più strutturato di un adolescente, che già vive un periodo tempestoso.
I Social ti servono per la tua attività commerciale?
È davvero riduttivo pensare che il problema della dipendenza dai social network riguardi solo le giovani generazioni.
Basti pensare alle attività commerciali e ai liberi professionisti, che grazie ai social e alle vetrine virtuali possono avere grandi opportunità, ma che devono stare bene attenti a non orientare il proprio business solo sulla quantità di follower e di like.
Ci sono ben altre metriche da tenere in considerazione, come spiego nella Consulenza 4U.
È necessario appoggiarsi ad una strutturata, professionale ed ECOLOGICA strategia di web marketing a tutto tondo e che non facciano cadere nella errata dipendenza da prestazione professionale nei social.
Affidare il proprio successo solo a un mondo instabile come quello social, e alle bizze degli algoritmi che lo governano, è pericoloso e poco conveniente, soprattutto dal punto di vista aziendale.
Ogni generazione, e categoria, è dipendente da un social diverso, studiato apposta per lei.
Ma i tempi stanno cambiando, e la consapevolezza di questa dipendenza anche.
Oggi la vera rivoluzione è essere meno social, e finalmente di nuovo sociali.
La Natura ci viene in aiuto!
Un consiglio che do sempre da anni, e con cui mi trovo perfettamente in linea con la psicologa Donatella Ponterio, è di ritrovare, anche nel Business, il contatto con la natura.
Fare una passeggiata da soli in un bosco o vicino ad un ruscello permette di disintossicarsi dall’abuso dei Social Network sia a livello personale che professionale, favorisce tantissimo le intuizioni (provare per credere! Ne parlo spesso nei miei video Youtube) e migliora il benessere psicofisica.
Ne parlo anche nella pagina dedicata al progetto 3WIN.
Natura e business. Quello che dovrebbero sapere gli imprenditori e i liberi professionisti
Sono promotore dell’uso della Natura per fini anche aziendale (nelle mie consulenze ne parlo spesso). Ecco un esempio di come si può gestire il tempo professionale passeggiando. Guarda il video qui sotto.
E poi consiglio a tutti gli imprenditori, professionisti e blogger di non sopravvalutare i benefici che possono ottenere con l’uso dei soli Social Network. Cosa fare? Affidarsi ad una soluzione decisamente più strutturata, che permetta di costruire la propria credibilità professionale e aumentare le vendite (puoi approfondire alla pagina Servizi per blogger e aziende).
Ma soprattutto…inizia a sfruttare in maniera sana i Social e la tecnologia, per non farti sfruttare da essi.





